Libertà in pensieri

Quella volta che ho fatto da Cupido, senza saperlo

Piccolo aneddoto sugli scherzi del destino.

Vedete la ragazza sorridente al comando della gondola?

Si chiama Gaia, chi la letto il libro sa che si tratta di una sorta di fatina con l’accento siciliano comparsa per caso lungo il mio cammino.

In questa foto stiamo sfidando dei bambini australiani in una improbabile gara di gondole a Carlon, quartiere di Melbourne, durante il festival dedicato alla cultura italiana. (By the way, abbiamo dovuto fingere di perdere la competizione, ma eravamo nettamente in testa!)

Per chi non avesse letto il libro, un piccolo spoiler: lei è Gaia, una venticinquenne dal cuore tenero che ha preso il mio posto quando io ho lasciato la mia stramba-hippie-nudista famiglia australiana e tutti gli amici a quattro zampe.

Ironia della sorte, proprio mentre era in fattoria, Gaia si è imbattuta in Jared, un simpatico australiano dai riccioli biondi e i modi gentili.

Volete sapere come è finita?

In questo momento storico mi ritrovo a tradurre le loro lettere d’amore (un po’ bizzarro, lo so) e i loro messaggi whatsapp.

Perché lo faccio? No, non perché sono una ficcanaso.

Gaia e Jared si sono sposati lo scorso giugno, con una intima cerimonia civile celebrata in inglese & italiano nelle roventi campagne siciliane.

Io avrei dovuto presenziare il matrimonio come traduttrice (e amica), ma ero un tantino ingombrante, con il mio pancione di 8 mesi.

Con il cuore sono stata lì con loro, in quella giornata indimenticabile.

Gaia può ora richiedere un visto permanente che le consentirà di vivere la sua storia d’amore nella terra dei canguri, assieme a suo marito.

Partiranno fra qualche settimana alla volta di Brisbane e io sto facendo i salti mortali per tradurre le loro lettere, in modo che abbiano tutte le carte in regola per il sudatissimo visto.

Insomma che dire?

Forse esagero, ma la mia spiccata indole romantica vuole pensare che c’è anche il mio zampino se Gaia e Jared hanno incrociato i loro destini in maniera così armoniosa.

Per il loro matrimonio ho scritto un piccolo racconto in cui parlo di sliding doors, proprio come nel film con Gwyneth Paltrow : e se io non avessi conosciuto Gaia, e se non ci fossimo mai incontrate per un caffè in centro a Melbourne, e se io non le avessi mai parlato della mia avventura in fattoria, e se lei non avesse avuto il coraggio di partire e ripercorrere i miei passi negli isolati boschi australiani?

Invece le loro sliding doors si sono aperte al momento giusto e l’amore ha trionfato. Il cuore di noi inguaribili romantici può esultare.

Mi viene da sorridere perché l’happy ending che ho sognato per me, l’ha avuto un’amica che amo profondamente.

Ma io ho avuto il mio lieto fine alternativo, i miei lettori lo conoscono.

La vita, in fin dei conti, sa come sistemare al meglio il destino di tutti.

Non smettete mai di sognare il lieto fine, in qualunque forma voglia presentarsi.

E tu, Gaia, tieni una stanza pronta per me a Brisbane…

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