Libertà in pensieri

Quello che le mamme non scrivono

Ho partorito una settimana fa. Bene. Anzi, mica tanto bene.

Perchè l’esperienza non è stata una passeggiata. Che scoperta dell’acqua calda, mi dirà qualcuno.

No, invece lo devo scrivere perchè sembra che il concetto non sia molto chiaro ai più.

Ho vissuto un travaglio dolorosissimo di 10 ore, nella speranza di far nascere mio figlio con un parto naturale. Purtroppo non è andata così e per complicazioni ho subito un cesareo d’emergenza.

Il cesareo l’hanno fatto milioni di donne al mondo. Il post operatorio è duro ma poi ci si riprende.

Vero, verissimo. Ma siamo non so quanti miliardi a questo mondo, mi sembra legittimo che ognuno reagisca agli eventi in maniera propria. Io ho reagito molto male. I giorni immediatamente successivi all’operazione sono stati un inferno in terra. Senza esagerazione. Ero paralizzata, i dolori non mi facevano respirare, non potevo camminare, non potevo neppure parlare. Sono forte nell’animo ma sul corpo devo lavorarci un po’. Il mio fisico esile ha reagito male all’operazione, accusando molto, troppo, il colpo.

E’ passata una settimana e io sto ancora male. Alterno momenti in cui mi sento leggermente meglio, anche grazie agli antidolorifici, ma i dolori ci sono e sono ancora spietati. Per non parlare di un rene compromesso che mi ha reso la gravidanza difficile e che probabilmente ha subito dei danni in questi mesi.

Sono debilitata, fragile, vulnerabile. Sicuramente uno dei momenti più delicati della mia vita. Mi è difficile gestire mio figlio e posso garantire che questo è un motivo di frustrazione per una neo mamma.

Mettiamoci anche un po’ di baby blues, quel calo fisiologico ormonale che colpisce molte donne dopo il parto e che fa sentire un po’ a terra per tutta la valanga di emozioni e sensazioni da affrontare.

Fatta questa premessa, arrivo dritta al punto.

Dopo il parto una donna NON ha bisogno di stress. Una donna NON ha bisogno di gestire orde di gente che si presenta a casa per vedere il bambino e si piazza sul divano per ore. Dopo il parto una donna NON ha bisogno di farsi stordire da consigli su come siete stati bravi ad affrontare parto e allattamento. A meno che non siate ostetriche e il consiglio vi sia stato espressamente richiesto. Dopo il parto una donna NON ha bisogno di ospiti che suonano a casa senza preavviso svegliando un bambino che è stato messo a dormire dopo mille sforzi. Dopo il parto una donna NON ha bisogno di sorprese, improvvisate, iniziative altrui.

Dopo il parto una donna ha bisogno di comprensione, privacy e calore delle persone più intime. Dopo il parto una donna ha bisogno di silenzi e tranquillità, dopo tanto strapazzo. Dopo il parto una donna ha bisogno di tempo da sola con il suo bambino e il proprio compagno, per capire come funziona la folle giostra della genitorialità.

Mi rammarica scriverlo ma è una settimana che mi scontro con un sistema di credenze e tradizioni che non condivido. Sembra che debba giustificarmi se ho bisogno di spazi e tempo per me. Sembra che debba chiedere scusa se non sto bene e voglio asciugarmi le lacrime senza mostrarle al mondo esterno. Sembra che vedere il bambino nell’arco della prima settimana di vita sia diventata una vera esigenza prioritaria, impellente, come se il bambino scappasse da qualche parte e non fosse possibile vederlo con calma, quando la situazione sarà più rilassata.

Come se fossi io la maleducata, quella che non capisce l’ennesima persona x che deve assolutamente vedere il bambino, con la stessa urgenza di quando si deve disinnescare una bomba ad orologeria.

Non sono ipocrita. Se qualcosa mi provoca malessere io lo dico. A chiare lettere. Fregandomene di come la gente risponde alla mia onestà. In fondo la gente che mi vuole bene e che ha un minimo di empatia ha capito, e la ringrazio infinitamente per questo. Chi è affetto da egocentrismo e prepotenza ha messo il muso o mi ha criticata. Pazienza, questi episodi servono a capire di che pasta è fatta la gente che ho intorno.

Sono convinta che se prendessimo un campione di neo mamme e chiedessimo quanta voglia hanno di rapporti sociali dopo il parto…bhè, credo che molte sarebbero d’accordo con me.

Nel contesto in cui vivo le convenzioni deleterie ancora una volta sovrastano tutto il resto. Bisogna chiedere scusa anche se si sta male e si vuole vivere in intimità il dolore. Perchè al primo posto c’è sempre il “così si fa”.

Scusatemi se mi ribello a questo sistema, ma mi voglio troppo bene per cadere in queste trappole.

Torno dal mio bambino, sperando che questo post un po’ amaro non indispettisca ma faccia piuttosto riflettere. Io l’ho scritto nella speranza di avere un po’ di comprensione.

Per lenire un po’ le sofferenze di questi giorni, che passeranno, ma per ora ci sono.

Valeria Plume

4 commenti

    • ValeriaPlume

      Proprio il cuore mi ha portata a spasso tante volte, in giro per il mondo. E’ lui che decide tutto e mi tiene così impegnata. Ed è lui che mi dona l’ispirazione per scrivere!
      Grazie per il tuo commento Mari <3

    • ValeriaPlume

      Che tu ci creda o no, mentre ero in piena depressione post partum (e non sapevo se ne sarei uscita), ho visto il tuo video su You Tube ben due volte. Il tuo modo semplice di spiegare le cose, di farle rientrare nella normalità, il tuo tono di voce rassicurante e il tuo sguardo dolce hanno acceso un barlume di speranza. Sono io a ringraziare te, mi hai mostrato che anche una donna solare come te, come me, può barcollare. Ma la condivisione aiuta a rimanere in piedi e affrontare le bufere. Grazie Vale, per il tuo commento e per il tuo sostegno 🙂

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