Film

CHIAMAMI COL TUO NOME

 

CHIAMAMI COL TUO NOME (2018) – regia di Luca Guadagnino

Parlerò di tanti film sul mal d’amore. Questo è il primo di una lunga serie, ma non è casuale che abbia scelto “Chiamami col tuo nome” per iniziare la rubrica cinematografica.

Perché questo film?

Perché è uno dei più belli e intensi per rappresentare il tema della dipendenza affettiva. Ma non si tratta di una rappresentazione squallida, sordida, nefasta di un amore malato.

Aspettatevi piuttosto un poetico ritratto di un sentimento struggente, che vi trascinerà nel film, lasciandovi addosso la sensazione di aver assistito alla rappresentazione del vero amore. Quel dolceamaro tormento che tutti noi vorremmo provare almeno una volta nella vita.

Trama

Estate 1983, tra le province di Brescia e Bergamo, Elio Perlman, un diciassettene italoamericano di origine ebraica, vive con i genitori nella loro villa del XVII secolo. Un giorno li raggiunge Oliver, uno studente ventiquattrenne che sta lavorando al dottorato con il padre di Elio, docente universitario. Elio viene immediatamente attratto da questa presenza che si trasformerà in un rapporto che cambierà profondamente la vita del ragazzo. (tratto da My Movies)

Chi ha amato profondamente e dolorosamente non potrà fare a meno di immedesimarsi in Elio, l’attore protagonista. Io ho guardato l’evolversi della vicenda sentimentale con il fiato sospeso e una morsa allo stomaco. Conoscevo benissimo le emozioni rappresentate. La mente è tornata indietro di qualche anno alla storia d’amore più bella e più tormentata che abbia mai vissuto. Ho provato empatia per la testardaggine di Elio, ho sentito i suoi brividi, ho pianto con lui.

Probabilmente ero in un momento topico della mia vita. Mi sono imbattuta per caso in questo film proprio mentre stavo raccontando la mia storia d’amore nel libro che sto scrivendo.

E’ stato l’unico film che ho visto due volte nell’arco di poche settimane.

Non mi era mai successo.

Forse cercavo una chiave per spiegare quello che avevo provato attraverso le emozioni dei protagonisti. Forse era solo voglia di provare quel romantico struggimento che ci pervade l’anima quando amiamo troppo. Un rischio che corriamo, nonostante il dolore che comporta, perché amare così intensamente rimane una delle cose per le quali vale la pena vivere.

Tre motivi per vedere “Chiamami col tuo nome”:

– La colonna sonora, delicata ed eterea (la playlist con i brani di Sufjan Stevens è diventata il mio tormentone. La ascolto e sento i brividi lungo la schiena tutte le sante volte)

– I titoli di coda (la conclusione perfetta di un film perfetto)

– Il discorso padre-figlio (il messaggio nobile racchiuso nelle parole del signor Perlman andrebbe condiviso con tutti i genitori)

Dipendenza affettiva & citazioni

Stai male e ora vorresti non provare nulla, forse non hai mai voluto provare nulla, ma ciò che ora provi io lo invidio… Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, così tanto che a 30 anni siamo già prosciugati e ogni volta che ricominciamo una nuova storia con qualcuno diamo sempre di meno, ma renderti insensibile così da non provare nulla, è uno sbaglio…

Ps: mentre scrivevo l’articolo sono stata colta da un’irrefrenabile voglia di rivedere il film. Stasera non ci sono per nessuno.

 

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