Libertà in pensieri

A PROPOSITO DI DIPENDENZA AFFETTIVA

“Non posso stare nè con te, nè senza di te”, in queste parole Ovidio racchiude il concetto di dipendenza affettiva.

Vi è mai capitato di pensare questa frase mentre eravate alle prese con una relazione difficile?

Forse si trattava di un amore tossico ma non ne eravate consapevoli.

Non sono una psicologa, perciò per questo articolo prenderò in prestito le parole professionali di Stefano Scatena, uno psicoterapeuta specializzato in dipendenza affettiva (ed ex love addicted, esattamente come me).

 

Cos’è la dipendenza affettiva?

Questa patologica forma d’amore è una condizione relazionale negativa caratterizzata da un’assenza cronica di reciprocità nella vita affettiva e nelle sue varie manifestazioni, in cui il soggetto dipendente diviene “donatore” a senso unico e vive il legame con l’altro non solo come riempimento dei propri vuoti affettivi ma come unico scopo della propria esistenza, sperimentando un profondo malessere piuttosto che serenità e appagamento.”(Dott. Stefano Scatena)

In parole più semplici, dipendenza affettiva significa:

Dare amore senza riceverne

Elemosinare l’affetto, le attenzioni e il tempo del partner in maniera costante ed esasperata

Provare la sensazione di vuoto incolmabile quando lui (o lei) non c’è

Vivere nel perenne timore di essere abbandonati

Queste azioni vi sembrano familiari?

 

M.C. Escher, Bond of Union, 1956

 

Identikit del dipendente affettivo

È indifeso e vulnerabile

È incapace di prendere decisioni autonomamente

Ha un comportamento sottomesso

Ha un costante bisogno di conferme e rassicurazioni

Si presta a comportamenti umilianti e degradanti pur di non perdere l’affetto del partner

Impiega la maggior parte delle energie per dedicarsi completamente al partner

Ha una bassa autostima

Costruisce una personalità fittizia, compiacente, arrendevole pur di rimanere nella relazione

Sacrifica i propri obiettivi personali e professionali pur di mostrare totale devozione al partner

Ha paura del nuovo e del cambiamento

Non riesce a reagire in modo funzionale quando si trova ad affrontare il termine di una relazione.

 

E’ amore o è dipendenza?

Amare è una cosa stupenda. Amare troppo può diventare un inferno.

La distinzione tra un amore e una dipendenza affettiva è spesso incerta e nebulosa, può addirittura accadere che i due fenomeni si confondano. La giusta chiave di discriminazione sta nel grado di autonomia del singolo individuo e nella sua capacità di trovare un senso in sé stesso. Diversamente da quanto comunemente si crede, l’amore nasce dall’incontro di due unità, non di due metà. Solo chi si percepisce nella sua completezza può donarsi senza annullarsi, senza perdersi nell’altro. Chi è affetto da dipendenza affettiva, a causa della sua totale mancanza di autonomia, non riesce a vivere l’amore nella sua profondità e intimità. La paura dell’abbandono, della separazione, della solitudine generano un costante stato di tensione. La presenza dell’altro non è più una libera scelta ma è vissuta come una questione di vita o di morte: senza un compagno/a non si ha la percezione di esistere. I propri bisogni e i desideri individuali vengono negati e annullati in una relazione simbiotica.” ( Dott. Stefano Scatena)

Gabbia d’amore

 

D’altro canto l’amore dovrebbe farci star meglio, non peggio. Non credete?

Vi confesso un segreto: ho creato questo sito per promuovere il libro dedicato al mio viaggio in Australia. In realtà, mentre costruivo le pagine web ho sentito il bisogno di trattare il tema della dipendenza affettiva in maniera più approfondita, quasi fosse una missione da compiere.

Di dipendenza affettiva se ne parla ancora troppo poco. La parola “dipendenza” è un taboo, causa imbarazzo e vergogna. Lo capisco.

Eppure è un problema così presente:ho ascoltato tante storie di persone che ne soffrivano senza neppure saperlo, conosco tante donne che si sono gettate fra le fauci fameliche di uomini sbagliati senza riuscire a trovare una via d’uscita.

Ho ascoltato troppe testimonianze di dipendenza affettiva celata da rapporti “d’amore”disperato. A volte erano storie di amiche, persone alle quali volevo e voglio troppo bene. Non potevo rimanere impassibile.

Ammettere di avere un problema è il primo gigantesco passo verso la guarigione. Perché da questa dipendenza ci si può salvare e, se ci si impegna davvero, ci vengono riconsegnate le chiavi della felicità che ci è stata negata per troppo tempo.

Ps: Ho finito di scrivere il libro un mese fa ed ero prontissima a pubblicarlo (eureka). Poi ho fatto dietrofront: mi è costato una faticaccia, ma ho deciso di revisionare nuovamente il libro (spero sia l’ultima volta) e rivoluzionare il prologo per parlare a cuore aperto della mia esperienza personale di love addiction.

In fondo l’Australia mi ha dato una forte scossa e mi ha aiutata a guarire. La mia storia di amore insano, assieme alle avventure da viaggiatrice solitaria, rappresentano il mio personale messaggio di speranza.

 

Si ama da vivere, mai da morire.

Questo è stato il mio mantra negli ultimi anni, l’ho usato per sconfiggere la dipendenza affettiva. Ora lo condivido con voi.

“Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza, o li consideriamo conseguenze di un’infanzia infelice e cerchiamo di diventare i suoi terapeuti, stiamo amando troppo. Quando non ci piacciono il suo modo di pensare e il suo comportamento, ma ci adattiamo pensando che se saremo abbastanza affettuosi, l’altro vorrà cambiare per amor nostro, stiamo amando troppo. Quando la relazione mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute e sicurezza, stiamo decisamente amando troppo.”

Tratto da “Donne che amano troppo” di Robin Norwood

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.